Stelvio Cipriani: la mia vita raccontata

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Stelvio Cipriani: la mia vita raccontata
per tutti i giovani di talento
Il maestro domani alla Mongolfiera per la presentazione ufficiale del suo libro

La carta di identità indica 80 anni, ma lo spirito e’ rimasto quello di un ragazzino di 12 anni con un talento immenso. Il maestro Stelvio Cipriani si racconta alla vigilia del suo arrivo a Taranto per due appuntamenti importanti: la presentazione del suo libro “Anonimo Romano” (domani 15 luglio alle ore 18.30 al centro commerciale Mongolfiera) e il concerto con Antonella Ruggiero e l’associazione musicale tarantina “Giovani talenti” (sabato 16 luglio – Villa Peripato ore 21).
“Ero a casa con due amici, Pino Ammendola e Rosario Montesanti, e stavo raccontando alcuni aneddoti che mi sono accaduti in questi tanti anni di carriera – spiega il maestro-. Abbiamo pensato che alcuni di loro potevano essere resi pubblici perché potevano diventare di esempio per tutti quei giovani che vogliono intraprendere la carriera musicale. Io ho iniziato a 12 anni. Mio padre era un elettricista. Mia madre una sarta. Io amavo la musica e avevo del talento e grazie alla mia caparbietà, ai miei sacrifici, alle tante rinunce e al supporto della mia famiglia sono riuscito a raggiungere un importante traguardo lungo 68 anni. Certo i tempi sono cambiati, oggi non c’è più meritocrazia, anche nel nostro campo vige la legge del clientelismo, ma io con questo libro voglio dire a tutti ragazzi talentuosi ma senza chiavi per il Paradiso: non demordete, non lasciatevi frenare, investite in voi stessi e nelle vostre potenzialità. E voi genitori sosteneteli. Perché il talento non può restare accantonato per molto: presto emergerà r sarà riconosciuto”. Lui “anonimo” giovinetto e’ riuscito a sfondare, perseverando negli studi del conservatorio (senza però interrompere quelli di ragioneria). Ha ideato e composto importanti colonne sonore e musica sacra (ricordiamo la Messa per Giovanni Paolo II) entrando a far parte dell’universo internazionale musicale. Di Taranto ricorda la sua prima visita nel 1963 quando accompagno’ una giovanissima Rita Pavone agli albori della sua carriera: “Avevo solo 23 anni e fui colpito dal teatro strapieno che ci accolse e dal calore di questa città che sono sicuro apprezzerà anche questa volta il nostro concerto. Mi sembra doveroso però dedicare Anonimo Veneziano a tutte le vittime del disastro ferroviario avvenuto l’altro giorno a pochi chilometri da Taranto”

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