Taranto – Così rivive Boemondo I d’Altavilla, primo principe di Taranto

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È stata dedicata a Boemondo I d’Altavilla-Signore di Taranto la
conversazione che questa mattina alle ore 10,00 ha tenuto il
prof. Cosimo Damiano Fonseca nell’ambito del Festival della
Memoria, promosso dal Sindaco, Ippazio Stefàno, d’intesa con
l’Ufficio Scolastico Territoriale. Cornice dell’appuntamento culturale la
Sala degli Specchi del Palazzo di Città, alla presenza del massime autorità
cittadine e con la partecipazione di rappresentanze di docenti e studenti
degli Istituti superiori “Archita”, “Aristosseno”, “Maria Pia”, “Archimede”.image

La lectio magistralis dell’illustre Accademico dei Lincei, già rettore
dell’Università della Basilicata e uno dei massimi storici del medioevo a
livello internazionale, è stata preceduta, alle ore 9, dalla cerimonia di
intitolazione a Boemondo I di Altavilla, della rotatoria sita tra via
Costantinopoli – via Porto Mercantile e viale Duca d’ Aosta (nei pressi
della Stazione Ferroviaria); apposta nello spazio verde della rotatoria
una targa marmorea a ricordo dell’ antico Signore di Taranto. Per l’occasione si è svolto
un breve momento celebrativo, alla presenza del
sindaco, dell’assessore alla Cultura e Pubblica
Istruzione, Mino Ianne e del prof. Cosimo Damiano Fonseca e con la
partecipazione di studenti dell’Istituto superiore “Archimede”, vestiti in
abiti d’epoca e di scolaresche della scuola Primaria “Consiglio” dell’I.C.
“Galilei”.

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“Boemondo – ha dichiarato l’assessore Mino Ianne – va visto come
esempio dell’incontro fecondo tra l’Occidente cristiano e l’Oriente
musulmano, tra i quali, nel medioevo, non ci fu solo scontro armato, ma
anche dialogo culturale. La superficiale conoscenza storica ha dato risalto
al confronto armato ma, in realtà, ben più significativa e carica di
conseguenze è stata la reciproca conoscenza delle culture. Ed è
soprattutto in questa prospettiva che va visto e compreso il celebre Signore
di Taranto”.

 

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Boemondo, figlio primogenito di Roberto il Guiscardo, Duca di Puglia e di
Calabria, fu una tra le più importanti figure di condottiero dell’ XI
secolo; alla morte del padre, ereditò alcuni possedimenti intorno a Taranto
e, quando il Papa Urbano II bandì la prima crociata, non esitò a
collaborare alla costituzione di una lega allo scopo di liberare dai
musulmani la Terra Santa.

La sua principale impresa fu la conquista e poi la difesa di Antiochia, con
la sconfitta “miracolosa” dell’ esercito musulmano e, come vuole la
leggenda, con la scoperta, sotto la Cattedrale di San Pietro in quella
città, della lancia che aveva trafitto il costato di Cristo sulla croce;

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oltre alle sue imprese militari in Terra Santa, per le quali poté fregiarsi
anche del titolo di Principe di Antiochia, Boemondo fu quindi il primo
“Principe di Taranto”, titolo che poi ereditò suo figlio Boemondo, unico
nato dal suo matrimonio con Costanza, figlia di Filippo I, re di Francia.

Per tali motivi, per il rilievo storico e culturale della sua figura,
l’Amministrazione comunale – grazie alla lectio del prof. Fonseca – ha
ritenuto doveroso rendere omaggio a questa importante figura della storia di
Taranto, tramite la quale si comprende anche il ruolo mediterraneo ed
europeo svolto dalla Signoria tarantina e dal territorio pugliese nelle
vicende legate alla prima crociata.

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