Taranto Fc 1927 – Il bilancio

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Taranto, questione di “panca” o di carattere?

Non era colpa di Aldo Papagni, si sapeva. Neppure di Prosperi, si sa. Nonostante l’impegno e la grinta che il tecnico arrivato dalla Beretti ha provato a trasmettere ai suoi, la storia è la stessa. Il senso, direbbe Vasco Rossi, è lo stesso. Missione impossibile “trovare un senso a tante cose, anche se tante cose un senso non ce l’ha”.

Questione di uomini, non è un problema di panchina. Anche invertendo i fattori il prodotto è lo steso: risultato preoccupante. Non se la prenda la dirigenza, nemmeno gli stessi uomini “schierati” fra rettangolo di gioco, panchina e tribuna. Delle due l’una: i ragazzi che indossano la maglia rossoblù non sono all’altezza di una Lega Pro, severa, considerando la cancellazione di decine di squadre, società e piazze-cuscinetto; oppure l’impegno degli stessi è pressoché inesistente. Non si spiegherebbe la mancanza di reazione alle sollecitazioni di Prosperi, tecnico che non ha avuto il tempo di appendere le scarpette al chiodo. Fabio sa come si sta in campo, come si vende cara la pelle. Evidentemente lo spogliatoio è stato disattento alla lezione dell’ex capitano.

Ma il Taranto, il suo Taranto, a Pagani, nel Salernitano, non ha rappresentato nemmeno una fotocopia sbiadita del temperamento del miglior Prosperi, calciatore e, più recentemente, tecnico delle giovanili. Discreto primo tempo, ripresa inguardabile. Magnaghi, Garcia e Pirrone sostituiti, Viola, Lengellotti e Balistreri non vanno meglio. Nella ripresa la squadra di Prosperi, resta negli spogliatoi. Gli undici in campo non esistono, tirano a campare in attesa del fischio finale di Schirru, che pure aveva assegnato un calcio di rigore al Taranto, malamente calciato da Magnaghi.

In un mese, due sconfitte e due pareggi, media disastrosa che se perseverasse porterebbe dritta ai play-out (e sappiamo quanto sia sfortunato il Taranto nel “testa o croce”). Il tecnico subentrato a Papagni non è riuscito a trasmettere il suo verbo calcistico. A meno che, si diceva, gli interpreti non possano dare più di quanto non abbiano offerto in queste prove, deludenti, scialbe.

Lo snodo è la gara interna, il derby con la Virtus Francavilla, squadra costruita, a proposito di senso, con un senso tecnico e tattico definito. Obiettivo è confermarsi. Dunque, lunedì prossimo, diretta su Raisport (ma sarebbe gradito il pubblico delle grandi occasioni), conosceremo il futuro del Taranto e di una panchina che in caso di risultato negativo (e qui gli scongiuri rossoblù ci stanno tutti), potrebbe aprire (o riaprire) nuovi scenari.

 

PAGANESE-TARANTO 2-0

PAGANESE: Marruocco; Dicuonzo, Camilleri, Alcibiade, Della Corte; Maiorano, Pestrin, Deli (44′ st Parlati); Cicerelli, Reginaldo (38′ st Caruso), Herrera (23′ st Celiento). A disp.: Chiriac, Coppola, Mansi, Zerbo, Picone, Tagliavacche, Mauro. All.: Gianluca Grassadonia.
TARANTO: Maurantonio; Altobello, Nigro, Pambianchi; De Giorgi, Balzano, Pirrone (12′ st Balistreri), Garcia (4′ st Langellotti); Bollino, Magnaghi (4′ st Viola), Paolucci. A disp.: Pizzaleo, Boccadamo A., Russo, Albanese, Lo Sicco, Cedric, Bobb, De Toni. All.: Fabio Prosperi.

Reti: al 3′ del primo tempo Reginaldo; nella ripresa al 3′ Maiorano.

Angoli: 2-5
Arbitro: Schirru di Nichelino
Ammoniti: Alcibiade, Deli e Camilleri della Paganese, Paolucci del Taranto.
La Direzione

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