Taranto Futura: nomina Bondi “illegittima”, e le pale eoliche danneggiano il paesaggio

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Presso il Centro Sportivo Magna Grecia, si è tenuta oggi una importante conferenza Stampa indetta dal Comitato cittadino “Taranto Futura” e dal suo coordinatore Avvocato Nicola Russo, per informare la cittadinanza su tre importanti azioni intraprese: il ricorso Contra Nomina Bondi e Decreti Salva Ilva- Violazione della Convenzione di Aarhus del 25 giugno 1998 (la cui udienza al Tar Lazio si terrà in data 28/08/2013), l’impugnazione al Tar per la costruzione di 10 Pale Eoliche sul Mar Grande, e l’impugnazione al Tar per l’edilizia residenziale nella zona Cimino. Insieme all’avvocato Russo erano presenti il sig. Claudio Monteduro e l’architetto Moschetti. “Ad oggi – così esordisce l’avvocato Russo- il dott. Enrico Bondi, nominato con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 5 giugno 2013 Commissario Straordinario per la S.p.A. Ilva, risulta ancora in carica alla stessa Ilva S.p.A come Rappresentante dell’Impresa (come si evince dalla visura della Camera di Commercio di Taranto del 04.08.2013 che è stata prodotta agli atti) e quindi responsabile dell’inadempimento dell’Ilva in sede di Autorizzazione Integrata Ambientale, così come fatto rilevare dall’ISPRA in seguito all’accertamento ed ispezione avvenuti in data 28.29.30 maggio 2013. Oltre a non esserci stata nessuna revoca del mandato di Rappresentante dell’Impresa, avvenuta in data 16.05.2013, sul registro aziendale e su quello delle Imprese, vi è stata la violazione del principio del buon andamento governativo e della legge che vieta la nomina a Commissario Straordinario a colui che per i due anni precedenti è stato rappresentante della stessa Azienda. Un decreto inammissibile dunque che nomina Commissario chi ancora è rappresentante dell’impresa, con fini di lucro e di rilievo imprenditoriale (confliggendo con l’art.2 della legge 20 luglio 2004 n.215). Tra l’altro contestiamo il decreto legge n. 61/2013 e la legge di conversione n. 89 del 2 agosto 2013 in quanto vi è la violazione della Convenzione di Aarhus (articoli dal n.1 al n.8) recepita dalla legge n. 108/2001, in quanto è stata omessa l’informazione e la partecipazione del pubblico e delle varie associazioni (tra cui Taranto Futura) ai processi decisionali, ai piani e programmi in materia ambientale”. Per quanto riguarda la costruzione delle 10 Pale Eoliche l’avvocato Russo ha dichiarato “impugneremo perché danneggiano il paesaggio e perché non possono essere installate senza sentire il pubblico, andando così in violazione della Convenzione di Aarhus. La legge deve permettere ai cittadini di intervenire, secondo il principio di precauzione”. Anche l’architetto Moschetti è intervenuto sull’argomento delle pale eoliche spiegando come sia “insostenibile occupare un nuovo territorio, dove c’è un decremento di popolazione ed un eventuale costo di gestione oggi assurdo per l’economia locale. I cittadini devono fare i conti con questi costi che essi stessi versano. Oggi dobbiamo parlare invece di rigenerazione e riqualificazione urbanistica. Le pale eoliche, torri di un’altezza di circa 135 metri, deturperebbero il paesaggio, si vedrebbero di fronte al nostro Lungomare, e da altri punti della nostra città , come da Paolo VI e dalla strada di Martina Franca”. “Deve essere rispettato il primato della tutela del paesaggio su ogni altro interesse- ha aggiunto l’avvocato Russo- rispettando la sentenza Consiglio di Stato 118/2013 , per cui impugneremo al Tar”. Per quanto riguarda invece il terzo punto inerente sull’edilizia nella zona Cimino, è stata sospesa la procedura del ricorso in quanto il Sindaco ha escluso l’espansione della città ad Est, così come già era stato incluso nel programma politico del 2012, ribadendo in modo concreto e lapidario che non si farà nessun intervento edilizio.

Adriano Conte

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