Taranto – I Genitori tarantini scrivono al sindaco: “silenzio inaccettabile”

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“Dottor Ippazio Stefàno, Sindaco di Taranto, Le scriviamo in qualità di genitori residenti in questa meravigliosa e sfortunata città da Lei amministrata fin dal 2007. E’ per noi motivo di grande preoccupazione la disastrosa situazione ambientale nella quale siamo costretti a vivere, noi ed i nostri figli, posto che, come Lei ben sa, i rischi di malattie invalidanti e di morte nella città di Taranto sono percentualmente molto più gravi rispetto al resto della regione. Questo è il motivo principale che ci spinge a porLe alcuni quesiti. 1) Sui dati gravissimi derivanti dagli accumuli nei deposimetri resi noti in questi giorni. Lei ha dichiarato semplicemente di essere disorientato. Come dovremmo sentirci noi, dottor Stefàno, davanti a questi dati che, a Suo dire, Lei non può impugnare perché risalenti al 2015? Esiste forse un sistema per rilevare i dati nel giro di qualche giorno in modo da averli sempre attuali? Se esiste, lo prenda in considerazione. O forse non ha le risorse economiche necessarie a far fronte a questa problematica? Non crediamo vorrà proporre alla popolazione di fare una colletta per un proprio diritto, vero? Ce lo dica,Sindaco. Ci dica, perché lo vogliamo sapere immediatamente, a quali rischi e in che percentuali sono esposte le nostre vite. E pretendiamo che si intervenga nel migliore dei modi ed in maniera repentina. 2) E’ recente la notizia dell’apertura di un giardino pubblico nella zona denominata Taranto 2. In qualsiasi città “normale”, questa sarebbe un’ottima notizia. Taranto, però, non può essere considerata città “normale”. Prima di aprire i nuovi spazi destinati a verde pubblico, Sindaco, ha fatto analizzare il terreno? Siamo sicuri di potervi portare i nostri figli con serenità, senza correre il rischio di metterli in contatto con sostanze cancerogene? Dottor Stefàno, in quanto pediatra Lei ci insegna che i bambini si rapportano con il mondo attraverso il tatto ed il gusto. E i giardini dove già portiamo i nostri figli sono stati controllati con la serietà che la situazione impone (Villa Peripato, Giardini Virgilio, ecc)? 3) E’ stato reso noto che la Giunta Comunale ha approvato un progetto per realizzare una Casa comunale della Musica e delle Associazioni al quartiere Tamburi. Ci sembra naturale manifestare le nostre enormi perplessità circa la scelta del posto individuato per la realizzazione di questo progetto. Con quale spirito, con quale serenità i genitori di Taranto porteranno i propri figli a svolgere le attività musicali nel quartiere più inquinato della città? Sembra che la Giunta comunale di Taranto viva fuori dal mondo. Il buon senso porta a pensare che è da folli realizzare una qualsiasi struttura proprio nel quartiere in cui la gente che vi abita cerca disperatamente di andar via, non riuscendo a vendere (e neanche a svendere) gli immobili di proprietà. E’ così difficile per la politica fare un ragionamento “logico e normale”? Questi sono tre interrogativi che poniamo alla Sua attenzione, Sindaco, anche se un altro paio di quesiti ci frullano nella testa. Per esempio, vorrebbe ricordare a noi e alla popolazione tutta quali sono i doveri principali della più alta carica amministrativa di una città? Ci riferiamo, nella fattispecie, a quelli che concernono la salute dei cittadini. Ed infine, la domanda delle cento pistole: ci può indicare quale tipo di sviluppo economico Lei ha previsto, dal 2007 ad oggi, per la comunità tarantina, visto l’inarrestabile fuga dei nostri giovani verso altri lidi? Sindaco della città di Taranto, ci dica quanto in basso è caduta una delle più belle città dell’intera nazione. Ci dica quanto è stata insultata, ferita, calpestata dall’ignavia degli uomini che dovevano rappresentarla. Come genitori dei bambini di Taranto pretendiamo delle risposte e non Le sarà data tregua alcuna fino a che non le otterremo. Troppo del tempo che si sarebbe dovuto usare per il benessere della comunità è stato speso per interessi lontani dalla stessa comunità. Sappia, dottor Stefàno, che i genitori dei bambini di Taranto si sono incontrati e guardati negli occhi, riconoscendovi le stesse paure. Adesso sappiamo di essere in tanti e, giorno dopo giorno, cresciamo di numero. Sappia anche che non verrà più accettato il Suo silenzio perché è diritto di ogni cittadino fare domande ed ottenere risposte da chi amministra la cosa pubblica. Lo deve a noi, lo deve ai nostri figli, lo deve ai nostri morti coperti di polvere rossa. Lo deve alla immensa storia di Taranto, già troppe volte sporcata”.

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