Taranto- I Liberi e Pensanti invocano le dimissioni dell’arcivescovo Santoro

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Vi proponiamo integralmente la dura presa di posizione del Comitato dei Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti nei confronti dell’arcivescovo di Taranto, Filippo Santoro: “Dovrebbe dimettersi, Arcivescovo Santoro. Dovrebbe lasciare la guida dell’Arcidiocesi di Taranto. Dovrebbe farlo adesso che non ha più scuse per aver accettato la sponsorizzazione della Total nella realizzazione del Mysterium Festival. Dovrebbe restituire quei soldi se ha a cuore Taranto e la sua voglia di vivere senza veleni e senza ricatti. Senza compromessi e senza farsi rubare ancora la salute e la dignità. Dovrebbe chiedere scusa perché ha visto quali manovre politiche e lobbistiche ci sono dietro le autorizzazioni del progetto Tempa Rossa, dietro quel petrolio che la Total porterebbe proprio al porto di Taranto per caricarlo sulle petroliere. Lei non si è preoccupato di spezzare quel legame mortale che da troppo tempo unisce il tessuto economico e amministrativo del territorio alle industrie inquinanti. Non vogliamo Tempa Rossa, non vogliamo i soldi dei petrolieri e non vogliamo che lei, monsignor Santoro, resti in silenzio dopo l’inchiesta di Potenza che ha portato – oltre agli arresti e agli indagati – alle dimissioni dell’ormai ex ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi. Lei ormai saprà, Arcivescovo Santoro, che l’ex Ministro Guidi si è adoperata – anche grazie a un altro ministro, Maria Elena Boschi – per garantire l’approvazione di un emendamento alla legge di Stabilità proprio per sbloccare l’estrazione di petrolio Tempa Rossa e favorire così il suo compagno Gianluca Gemelli – accusato di traffico di influenze illecite – che aveva forti interessi in quell’opera.
Pensi, monsignor Santoro: si tratta di un emendamento di “estremo interesse per la Total proprio in relazione al progetto Tempa Rossa”. Così si svende Taranto. Lei, accettando quel denaro della Total, ha tradito la città. Servono forze pulite e libere per difendere il presente e costruire un futuro da protagonisti di un cambiamento. Lei ha deciso da che parte stare e non è dalla nostra stessa parte”.

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