Taranto – La panchina (distrutta) dei ricordi

0
654

Le parole commoventi d’un tarantino che parla al cuore dei tarentini

Panchina

Il perpetuarsi di disdicevoli gesti è alquanto biasimevole. Una città (Taranto) e il suo immenso patrimonio storico-artistico-culturale; una città ove il paesaggio narra la storia dei popoli che ivi affluirono; una terra crocevia di culture e tradizioni; una città unica al mondo.

La provincia ionica; i suoi due mari; gli abissi nei quali si celano ancora dei tesori nascosti da preservare; una città monumentale, meravigliosa e ineguagliabile, depredata da azioni ingiuriose di chi, nel suo cuore, non possiede un briciolo d’amore e civiltà; ma, vilipende cotanta maestosità.

E mentre echeggian le onde e sussurrano le parole del mare (timidamente nascoste in meravigliose conchiglie), si odono messaggi simbolici da tradurre e interpretare, mediante la semplicità e la naturalità d’una pura esistenza.

Un’azione riprovevole presentatasi dinanzi agli occhi e allo stupore dei passanti e, soprattutto, di coloro che, lì, ci hanno lasciato il cuore, come esposto dal Dott. Giuseppe Varlaro in merito a quanto dianzi menzionato e che, di seguito, riportiamo fedelmente:

Vedere la panchina rotta volutamente in mille pezzi” – scrive il Dott. Varlaro – “provare delle strane emozioni e scrivere queste due righe è stato un tutt’uno. Mi direte <<dopo tutto era solo una panchina>>! Forse sarà una punta di depressione, forse sto dando ad un banale atto di teppismo dei significati che non ci sono ma credo che chiunque ami questa città , chiunque , dotato di quel senso civico di una volta, abbia intravisto nella fredda panchina di marmo, ridotta ad un colabrodo, tutti i mali che affliggono la nostra collettività.

Innanzitutto il luogo , la nostra bella rotonda simbolo di tante riunioni avvenimenti ed incontri che in anni remoti hanno scandito e scritto la storia della nostra città. La rotonda dai tempi del ventennio ha fatto vivere momenti importanti. Come dimenticare le adunate “oceaniche” ed il riecheggio , tra i palazzi fascisti,dei discorsi del duce, i tanti concerti di cantanti famosi e non , passerella di eventi motoristici come l’arrivo della Milano – Taranto e dei tanti concorsi di auto storiche ed emozionanti premiazioni. Ognuno di noi Tarentini si sarà seduto almeno una volta nella sua vita su questa panchina a parlare ma soprattutto a rimirare lo spettacolo mozzafiato del nostro “unico” golfo .

Ho visto nei mille pezzi di marmo l’assenza di una guida e di un controllo che oramai da almeno nove anni, data dell’insediamento del nostro attuale sindaco e della sua giunta fantasma , di un’energia distruttiva accumulatasi per tutti i problemi il cui peso hanno schiacciato il forte marmo bianco. Perdita del lavoro, inquinamento derivante dall’ ILVA, ENI, CEMENTIR,ARSENALE MILITARE,povertà , mancanza assoluta di guida e sorveglianza hanno provocato l’imbarbarimento del popolo Spartano figlio di Filonide ! Chi transita soprattutto la sera in questo “paradiso perduto” non ha potuto fare a meno di osservare gli ambulanti abusivi e non disseminati a macchia d’olio, infestanti con effluvi di arrosto, di fritti ed inquinamento acustico,come anche bande di  predoni su grossi scooter che hanno confuso i marciapiedi con la carreggiata stradale e poi ancora abusivi dell’abusivo.

Non è facile mantenere un contegno e senso civico senza essere coinvolti nell’amministrazione della cosa pubblica.

Sono scosso e” – conclude – “in confidenza vi dico di aver pianto nell’aver intuito cosa soprattutto ha perso il popolo Tarentino : la “DIGNITÀ“!”.

Eleonora Boccuni

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here