Taranto – Le radio muoiono – Atto secondo

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‘Era tardi e la gente tornava, il quartiere fuori ansimava rumori di ragazzi in moto su pezzi di prato e bambini in gioco e le cene sul fuoco e nello strano sole dell’ora legale dicevo: sei una donna speciale per me! Le radio suonavano. Le finestre di fronte sbattevano al vento pensai soltanto: che ne facciamo di noi. E le radio suonavano. Taglia il tempo come falce sembri forte e ti travolge lei chinò la voce e disse: mi dispiace è una storia senza testa è un bel sogno che non basta sai da solo quel che c’era e quel che resta. Taglia il tempo come falce sembri forte e ti travolge separò gli sguardi e disse: è troppo tardi prima è stato quel che è stato e sarà da ricordare ma le storie vere non le puoi cambiare…’ Stralci di un pezzo-poesia molto noto, “Una donna normale”. Quanta verità facilmente accostabile a quanto narriamo in questo scritto disperato che tanta verità porta con sé.

RADIO STUDIO 100 PERDE UN ALTRO PEZZO – Ceduta la frequenza che copriva Valle d’Itria Gruppo Studio 100, altro ramo d’azienda tagliato. L’ultimo gioiellino rimasto appeso al sottile filo di una sola frequenza è Studio 100. Ceduta la storica frequenza sugli stessi 100mhz destinati a Martina Franca e l’intero circondario della Valle d’Itria, restano in piedi i soli 100mhz per coprire Taranto città. Nel giro di pochi mesi, come riportato in altro articolo, avevano già imboccato la strada per il gruppo Rtl (Radio Zeta, Radio Freccia, ecc.) Publiradio Network, Radio Taranto Stereo e Publiradio solo musica italiana. In attesa del prossimo passo del “Gruppo”, l’informazione locale subisce un altro duro colpo. A storia e professionalità. E le radio non suonano più… Peccato.

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