Taranto, pari-beffa

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A Reggio, rossoblu due volte in vantaggio, raggiunti a tempo scaduto

Finisce 2-2 il confronto in coda alla classifica

Palla in tribuna o sbattuta via, lontano il più possibile dagli ultimi sedici metri fatali. Se il Taranto avesse praticato la modalità “Viva il parroco” (palla scodellata con violenza ovunque capitasse), oggi navigherebbe in acque tranquille. In tasca avrebbe quei punti che le permetterebbero di rifiatare, ricompattarsi, pensare ai match successivi con più serenità.

Non c’è una ricetta precisa, è il calcio: bere o affogare. Nel bene e nel male, nel perimetro di gioco come in quello della vita, il più delle volte pagano calcolo e cinismo; ingenuità e distrazione male si coniugano con la filosofia pallonara.

Il Taranto, oggi, starebbe meglio in classifica e in salute, senza il fegato messo a dura prova dall’ultimo giro di lancetta e dal tabellone luminoso del recupero. Il merito sul terreno di gioco, il risultato alla fine considerato giusto, nel calcio è un’altra cosa. A fine campionato valgono i tabellini, i gol fatti e quelli presi, “quando” e “come” diventano solo dettaglio per chiacchiere da bar. I “se” non sono mai stati mattoni sui quali costruire salvezze o promozioni. Identica cosa per le imprecazioni, le scosse a fine gara. Fossero state utili queste, il Taranto avrebbe intascato punti da play-off.

Invece, anche a Reggio Calabria, la storia si è ripetuta. Il Taranto per due volte getta le basi per un successo corsaro e altrettante volte getta l’occasione per tornare a casa con la prima vittoria della gestione-Prosperi.

La gara in sintesi: eurogol di De Giorgi da trenta metri, pari di Tripicchio (anche lui dalla distanza); rossoblù ancora in vantaggio con spunto di Paolucci, pari dei padroni di casa a tempo scaduto (autogol di Pambianchi). Fra le note in coda alla gara: Balistreri a manca il colpo del ko, la Reggina chiede un calcio di rigore (espulso tecnico e team manager amaranto).

Finisce 2-2, la classifica spaventa. Il Taranto se vuole difendere la categoria, deve difendersi meglio, ripassarsi il manuale “Come si vince una gara di calcio” e consultare il capitolo “Con le unghie e con i denti”.

                                                                                     La Direzione

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