Taranto- Permane l’illegalità al mercato Tamburi

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60 uomini, tra Carabinieri e Polizia, e mega dispiegamento di mezzi, per il raid martedì mattina al mercato Tamburi; sono state controllate 70 attività commerciali, 110 persone e varie decine di veicoli. Un’operazione compiuta nel bel mezzo del mercato, tra gli sguardi sbigottiti della gente. Nulla da eccepire: le Forze dell’Ordine hanno fatto quanto era necessario fare, e probabilmente hanno scelto una modalità operativa che desse un forte segnale di presenza e di controllo del territorio alla criminalità organizzata.

Passato il blitz, permane poi un’ illegalità diffusa, un abusivismo elevato a sistema, un palpabile livello di insicurezza che fa del Mercato Orsini, un luogo a rischio sia per gli operatori che per i consumatori. Non sono pochi infatti i commercianti che, ritenendolo un mercato commercialmente debole (calo dell’80% delle vendite) e senza più regole, se non addirittura pericoloso, hanno abbandonato Tamburi. L’area mercatale Orsini come è noto ospita il mercato giornaliero e quello settimanale (del sabato), una coabitazione forzata resasi necessaria all’indomani dell’avvio dei lavori di bonifica del sito di via Archimede, un decennale mercato tra i più frequentati della provincia (ampia scelta merceologica, 360 operatori, aree parcheggio e vicinanza alle vie di accesso, statali e provinciali). Il trasferimento del mercato, avvenuto un anno fa, doveva durare cinque mesi; ad oggi i lavori di bonifica non sono stati completati e pertanto i due mercati sono costretti a condividere spazi non idonei alla vendita mista di merci varie e di generi alimentari.
Privo di acqua corrente e di impianti di scarico: il mercato versa in condizioni igienico-sanitarie di assoluta precarietà. Stessa situazione sul piano amministrativo, essendo buona parte degli operatori privi di autorizzazioni. Una condizione insomma di costante mancanza di controllo che apre le porte ad una illegalità diffusa che sfocia spesso in forme di prepotenza e di sopruso che costringono gli operatori a sottostare alle ‘regole’ del più forte, di chi è in grado di imporre le sue condizioni. Con il risultato che moltissimi commercianti hanno ormai scelto di andare altrove. Insomma una situazione che ha superato ogni limite di accettabilità e alla quale riteniamo che – come abbiamo anche segnalato in più occasioni al prefetto Guidato e al sindaco Stefano (l’ultima lettera è dell’1 marzo scorso) – si debba porre serio rimedio, prima che degeneri in fatti gravi.

La tensione tra gli operatori è ormai particolarmente elevata e non è possibile continuare ad ignorare quello che è sotto gli occhi di tutti. Va bene il blitz, purché dal giorno dopo qualcosa cambi! E soprattutto è intollerabile che con tanta leggerezza si resti inermi dinnanzi alle difficoltà degli operatori di un settore di attività di produce reddito e posti di lavoro regolare.

Comunicato stampa

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