Taranto – Quel ramo sul lago di…catrame

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La video-denuncia di Peacelink e le dichiarazioni di Bonelli in merito alla drammatica scoperta

Sebbene il titolo possa apparire alquanto sarcastico, la scoperta documentata rivela, invece, una drammatica realtà che, da molteplici anni, si cela dietro i silenzi di coloro che temono di proferire parola. Una video-denuncia che documenta quanto dianzi menzionato, pubblicata e illustrata dai volontari di Peacelink e, in particolar modo, da Luciano Manna che mostra, aiutandosi con un pezzo di legno, la presenza di catrame all’interno dell’area invalicabile che delimita la discarica Mater Gratiae, collocata a ridosso della splendida Gravina di Leucaspide, la quale, negli anni ’90, accolse rifiuti provenienti dal siderurgico della provincia ionica.

Tra i controlli e gli interrogativi, restan le immagini d’uno scenario raccapricciante descritto dallo stesso Manna, il quale, a un certo punto, rivolgendosi al Procuratore Capo della Repubblica di Taranto, Carlo Maria Capristo, oltre a invitarlo a riflettere su quelle che sono le condizioni naturali di un terreno in una gravina, gli pone un importante interrogativo che fa riferimento a come ci si adopererà al fine di poter bonificare e/o fare qualcosa di utile per quello che ivi è ancora presente.

Angelo Bonelli
Angelo Bonelli

Infine, le dichiarazioni di Angelo Bonelli che, mediante testuali parole che riportiamo di seguito, commenta l’amara e triste “scoperta”: “Oggi a Taranto al confine Nord della proprietà Ilva Spa è stato scoperto, dentro il bosco della Gravina un pozzo di catrame e pece affiorante in superficie e proveniente dalla falda superficiale. Una scoperta drammatica e inquietante che è stata fatta dall’attivista ecologista di Peacelink Luciano Manna che ha documentato con un video il disastro ambientale in corso.Ci troviamo di fronte ad un evento di una gravità inaudita perché la pece di catrame è stata classificata anche come cancerogeno e l’affioramento del catrame dalla falda in superficie indica che l’inquinante ha compromesso irreversibilmente l’ambiente. L’area va immediatamente sotto posta sotto sequestro dall’autorità giudiziaria insieme agli impianti che hanno provocato questo disastro e trovo scandaloso che nel nostro paese si possa tollerare che l’inquinamento sia portato a queste estreme conseguenze. Che sia stato un cittadino a dovere fare scoperte di questo genere e non il ministro dell’Ambiente che insieme a quello della Salute minimizzano o ignorano la portata del disastro ambientale e sanitario di Taranto. A ciò aggiungo che proprio Peacelink alcuni giorni fa ha presentato in procura un esposto allegando dati inediti e drammatici dell’inquinamento della falda in particolare ma non solo da cromo esavalente”.

Eleonora Boccuni

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