Taranto – Stefàno scrive ai suoi assessori

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Il Sindaco di Taranto Ippazio Stefano torna a scrivere e lo fa con una lettera ai suoi assessori. Ecco, di seguito, il testo integrale della missiva: “Carissimi,
a questo nuovo esecutivo ho affidato lo step finale del mio governo politico – amministrativo della città che, tra pochi mesi, traccerà il bilancio delle azioni svolte e dei programmi realizzati in questi dieci anni di lavoro orientato esclusivamente al perseguimento del bene della comunità. Si apre l’ultima pagina della nostra consiliatura che deve imprimere l’abbrivo all’azione politica per il rilancio dell’azione politico – ammnistrativa di fine mandato e per l’accelerazione dei processi di attuazione degli obiettivi programmatici. Il nostro orizzonte dev’essere la concretezza, quella fattiva e visibile a tutti, che raccoglierà i risultati del nostro programma politico e segnerà la narrazione della nostra storia, il racconto di un cambiamento, per ricordare quello che era a confronto di ciò che è diventata questa città. È questo un momento delicato quanto importante del nostro percorso politico – amministrativo che necessita di un surplus di impegno, di una maggiore concentrazione di energie, di un concorso responsabile e di tutta la vostra disponibilità in vista della redde rationem politica – elettorale, siamo tenuti ad assicurare alla città la continuità del nostro impegno fino all’ultimo istante. Ora, però, dobbiamo scendere in campo con più forza e con maggiore determinatezza per concludere le azioni avviate e le opere messe in cantiere, cogliendo anche nuove opportunità e le diverse sfide affinché la città possa proseguire la strada del suo riscatto. Già da subito e per i restanti mesi, si impone la massima disponibilità a “tempo pieno”, non essendo più compatibile un impegno quotidiano di tipo parziale, prefigurandosi esigenze programmatiche ed operative incalzanti per dare concrete ed efficaci risposte al territorio. L’incarico assessorile deve essere l’investitura principale, la vostra missione politica, l’essenza delle vostre attività. Sono certo che, a conclusione di questa esperienza, consegneremo alla città un’eredità di buona politica obbedendo alla nostra legge morale di servire la città in tutta onestà e in piena coscienza del nostro dovere».

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