Terremoto nel Tirreno: correlazione con il grande vulcano Marsili?

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Fonte: In Meteo

La nota stampa della Protezione Civile in merito ai presunti legami relativi all’attività del gigante sottomarino

Una forte scossa di terremoto e l’imminente presagio dell’Apocalisse ha fatto dilagare il terrore sul web facendo temere il peggio. Fortunatamente, l’intensa scossa di terremoto di magnitudo 5.7, avvenuta in profondità e avvertita nelle aree geografiche limitrofe al loco ove la stessa si è, poi, propagata, non ha causato danni né a persone e né a cose.

Imminente il comunicato, in tempo reale, di quanto verificatosi, destando non poca preoccupazione data la vicinanza con il vulcano Marsili; difatti, la forte scossa sismica avrebbe fatto presagire una sorta di correlazione con il “gigante sottomarino” e, dunque, la ripresa della sua attività vulcanologica. Se tale affermazione e timore fossero stati reali, il Meridione avrebbe dovuto imbattersi in qualcosa di alquanto spiacevole e, inutile nasconderlo, apocalittico.

Fortunatamente, giunge la smentita da parte della Protezione Civile che, con toni rassicuranti, spiega quanto avvenuto nel sottosuolo marino e, conseguentemente, esplica l’assenza di correlazione tra l’attività sismica e quella vulcanologica.

Un respiro di sollievo ha rasserenato più di qualcuno che, nel contempo, aveva temuto il peggio creando futili allarmismi sui vari social e sul web.

Dalla nota stampa che di seguito riportiamo, si evincono i diversi fattori che farebbero escludere ogni legame con il Marsili e, in aggiunta, nella celere spiegazione appare inevitabile, per Carlo Tansi (il dirigente della UOA Protezione Civile Calabria), un breve riferimento a ciò che, d’altro canto, si sta verificando nel Centro Italia.

Si smentisce categoricamente ogni correlazione del terremoto 5.7 con il Marsili: infatti la profondità dell’ipocentro (474 km) del sisma è completamente incompatibile con la profondità del Marsili (3.5 km circa) che, in ogni caso, è soggetto ad altri processi geodinamici. La profondità molto elevata dell’ipocentro ha fatto si che, nonostante l’elevata magnitudo (5.7) – simile al terremoto di Macerata – per la grande distanza percorsa dalle onde sismiche il sisma sia arrivato in superficie perdendo energia, quindi senza produrre danni. Inoltre il fatto che il sisma sia stato sentito in gran parte della regione, è dovuto alla notevole profondità dell’ipocentro: più l’ipocentro è profondo e più il sisma si risente su aree molto vaste, pur con minore energia; più l’ipocentro è superficiale e più il sisma si risente su aree molto ristrette con forte energia. Per evitare di creare allarmismi e lo sviluppo virale di false notizie sul web, si invita a verificare l’attendibilità delle fonti delle notizie. Si coglie l’occasione per ricordare non si può prevedere quando i terremoti si verificheranno, ma che siamo certi in molte parti del mondo, come in gran parte dell’Italia, si verificheranno. L”unica difesa possibile è la prevenzione: i terremoti non uccidono, ma ad uccidere sono le case costruite male che crollano (Norcia docet). Il dirigente della UOA Protezione Civile Calabria, Carlo Tansi”.

Eleonora Boccuni

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