Usb – La produzione prima della sicurezza all’Ilva

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ILVA, LA DENUNCIA USB: LA PRODUZIONE PRIMA DELLA SICUREZZA

Rizzo: “I lavoratori minacciati perché chiedono di lavorare in sicurezza. 24 e 31 dicembre fabrica ferma per lo sciopero di acciaieria 1 e 2”

 

“La produzione viene sempre e comunque prima della salute e della sicurezza dei lavoratori. E ciò che è accaduto oggi ne è l’esempio conclamato”, così Franco Rizzo, coordinatore provinciale USB Taranto. Al centro della questione ancora una volta l’Ilva di Taranto. La questione riguarda l’ordine di scorificazione delle paiole. “Questa mattina parte l’ordine di effettuare la scorifica delle paiole non nella solita zona in sicurezza, ovvero il centro fossa, perché impegnata da altre attività, ma alla zona nord. I gruisti della colata ci hanno segnalato problemi di sicurezza, perché, nella zona in cui l’azienda ha chiesto di scorificare, c’era un passaggio continuo di persone e quindi con maggiore possibilità di fare male a qualcuno, essendo un’operazione molto delicata – spiega Rizzo -. Sono dunque intervenuti due delegati USB che hanno riportato ai responsabili aziendali le istanze giustissime dei lavoratori, ma la risposta è stata una minaccia. Se la produzione si fosse fermata, avrebbero preso dei provvedimenti. Come al solito le dichiarazioni che vengono dall’Ilva sono di investimenti proprio nell’ambito sicurezza, ma chi lavora, sa che la situazione di questa mattina è una di quelle all’ordine del giorno – continua Rizzo -. E dopo vent’anni che si lavora in fabbrica, dopo aver visto oltre cinquanta lavoratori che ci hanno rimesso la vita e centinaia di infortuni, tutti evitabilissimi, non si possono accettare queste uscite da chi è entrato solo poco tempo fa e viene a fare il capetto. È la dimostrazione reale che all’interno della fabbrica le regole sono saltate e c’è gente che occupa ruoli pur non avendone le capacità. A questo punto se l’azienda ci tiene davvero alla salute e alla sicurezza dei lavoratori, come va sbandierando ai quattro venti, inizi a prendere seri e reali provvedimenti”. Intanto il 24 e il 31 dicembre prossimi, è stato proclamato uno sciopero di 24 ore in acciaieria 1. “Visto l’atteggiamento aziendale e viste le situazioni critiche che si vivono anche in acciaieria 2, lo sciopero sarà esteso anche a questa zona – va avanti Rizzo -. Saranno due giornate a favore della sicurezza e dell’ambiente, in cui lo stabilimento sarà fermo, respireremo aria non inquinata, non faremo male né a noi né a nessuno. Meglio non avere la giornata pagata e godersi la famiglia, che rischiare la vita in una fabbrica senza sicurezza”

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