Wind Days, pericolo di morte; bastano 24 ore di esposizione alle polveri sottili

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Peacelink diffonde i nuovi dati epidemiologici, frutto di una ricerca del Centro Ambiente e Salute, dovuti all’inquinamento

L’associazione Peacelink ha reso noti gli allarmanti dati di una ricerca svolta dal Centro Ambiente e Salute, nei quali è riscontrabile l’aumento e, dunque, l’elevato rischio di morte nel momento in cui il vento, a Taranto, soffia da Nord-Ovest (ove sorge il polo industriale).

Difatti, basterebbero solo 24 ore di esposizione alle polveri sottili per aumentare i casi di decesso a breve termine.

Per la prima volta, Peacelink ha diramato i dati epidemiologici che comprovano gli effetti immediati e acuti causati dall’inquinamento, in particolare quelli collegati ai Wind Days.

Come si apprende dal sito dell’associazione summenzionata, riportiamo di seguito il link corrispondente ai risultati della ricerca effettuata:

https://docs.google.com/document/d/1DtYg5cXxMSKxG7SJKQZQx7iMI7OjDD4fwt4BxGqq928/edit?pref=2&pli=1

È, altresì, di fondamentale importanza riprodurre le considerazioni redatte dal Presidente di Peacelink, Alessandro Marescotti, il quale, in data 23 giugno c.a., così testualmente comunicava in merito allo studio sugli effetti a breve termine delle polveri di origine industriale:

Ieri pomeriggio a Bari si è svolto un incontro fra il prof. Giorgio Assennato, la dott.ssa Lucia Bisceglia, la pediatra Annamaria Moschetti, Fulvia Gravame e Alessandro Marescotti.

Lucia Bisceglia, in qualità di responsabile attuativo del Centro Salute e Ambiente, ha illustrato lo stato di avanzamento delle attività del Centro Salute Ambiente Puglia, con particolare riferimento agli studi relativi a Taranto e alle sue gravi criticità ambientali.

Il prof. Giorgio Assennato, nell’ambito del Centro Salute Ambiente, coordina il Progetto Jonico Salentino che ha l’obiettivo di identificare i profili di rischio dei cittadini della macro area Jonico-Salentina in funzione della loro esposizione “attuale” a tutte le possibili sorgenti inquinati. In tale ambito ricade la valutazione della tossicità del particolato atmosferico di Taranto utilizzando test sia in vivo su embrioni di pollo in ovo sia in vitro su linee cellulari umane. Tale incontro ha avuto come punti di confronto la situazione attuale dell’impatto sanitario dell’inquinamento a Taranto alla luce degli studi più aggiornati e ancora in corso (o in fase di ultimazione) del Centro Salute Ambiente.

Importante ricordare che a proposito degli studi in fase di ultimazione, il prof. Giorgio Assennato e la dott.ssa Lucia Bisceglia hanno anticipato che a luglio vi sarà la stesura definitiva dell’aggiornamento dello “Studio Forastiere”, ossia dello studio commissionato dal Tribunale di Taranto al dott. Francesco Forastiere. Lo studio aggiornerà con i dati epidemiologici più recenti la possibile relazione fra inquinamento industriale, mortalità e ricoveri ospedalieri.

Il prof. Giorgio Assennato ha anche fatto riferimento allo studio sugli embrioni di pollo per valutare la tossicità del particolato di Taranto, studio ancora in corso ma i cui dati provvisori e parziali, sembrerebbero confermare una maggiore tossicità delle polveri che ricadono sul quartiere Tamburi di Taranto rispetto alle polveri di altre città.

Non sarebbe invece ancora partito lo studio di “speciazione del particolato”, ossia sulle caratteristiche chimiche e fisiche delle particelle che compongono le polveri di Taranto, ossia il tipo di “miscela” e il grado di tossicità che lo rende differente dal particolato di altre città.

Ricordiamo che lo studio della tossicità delle polveri di Taranto è di particolare importanza in quanto lo studio EPIAIR (citato nello Studio epidemiologico Sentieri http://www.epiprev.it/sites/default/files/EP2011Sentieri2_lr_bis.pdf a p. 136) è giunto alle conclusioni che l’impatto in termini di mortalità delle polveri di Taranto è più che doppio rispetto a quello di altre città:

  • incremento mortalità +0,69% a Taranto  per ogni incremento di 10 microgrammi a metro cubo di PM10;

  • incremento mortalità +0,31% per le altre città  italiane per ogni incremento di 10 microgrammi a metro cubo di PM10.

E questo aumento di mortalità avviene indipendentemente dal superamento o meno dei limiti di legge.

Di particolare interesse sono stati i dati illustrati dal prof. Allessanto e dalla dott.ssa Bisceglia relativi ad una ricerca condotta nell’ambito del Centro Salute e Ambiente di Taranto (“Aggiornamento degli studi sugli effetti a breve termine dell’inquinamento atmosferico, con riferimento ai Wind Days a Taranto e valutazione del contributo di tipo industriale”).

Tale ricerca prende in considerazione l’impatto sanitario dell’inquinamento nei giorni in cui il vento proviene dall’area industriale di Taranto (nord-ovest). Tali giorni sono definiti Wind Days (WD). E’ uno studio importante in quanto prende in considerazione gli effetti a breve termine dell’inquinamento proveniente dall’area industriale, ben distinti dagli effetti a lungo termine fotografati nel Registro Tumori.

Per effetti a breve termine si intendono i decessi “in più” che si verificano a seguito di un incremento del particolato sottile (PM10), nei giorni successivi all’evento (fino a 6 giorni dopo).

Cosa sono i WD. “Wind Days (WD) sono i giorni per i quali il valore della velocità del vento dai quadranti Nord-Ovest risulta superiore alla soglia di 3m/s per un tempo almeno pari alla sua persistenza (3 ore consecutive)”.

Si legge nella relazione: “Lo studio sugli effetti sanitari avversi dei Wind Days (WD) è finalizzato a valutare gli effetti sanitari, sia in termini di mortalità sia in termini di ricovero ospedaliero, delle ricadute di polveri industriali durante i WD nella popolazione residente nel quartiere Tamburi e nel resto della città di Taranto”. Nella relazione di illustrazione delle conclusioni della ricerca si legge: “Dalle analisi è emersa un’associazione positiva e statisticamente significativa per la mortalità per cause cardiovascolari, cardiache, e respiratoria nel quartiere Tamburi di Taranto a distanza di 2-3 giorni dal giorno in cui si è verificato l’evento WD”.

Un’ultima considerazione: a novembre 2015 PeaceLink (prevendendo a dicembre in base al meteo quattordici Wind Days consecutivi, poi protrattisi a ventuno) aveva chiesto al Sindaco di Taranto di avvisare i cittadini dei Wind Days e che venissero informati dei rischi immediati sulla salute. La ASL – su incarico del Sindaco – rispose che era consigliabile chiudere le finestre durante gli orari di picco (prima delle ore 12 e dopo le ore 18) delle polveri sottili. (A)

E durante i giorni estivi che cosa verrà consigliato in caso di Wind Days? Di tenere chiuse le finestre?

Lo studio dell’impatto dei Wind Days sembra confermare la loro pericolosità , denunciata da PeaceLink, confermando l’ipotesi che esposizioni di breve periodo a più elevate concentrazioni di particolato possano avere un impatto immediato sulla salute – indipendentemente dal superamento dei limiti di legge sul PM10 –  con effetti avversi osservabili e significativi statisticamente sia in termini di ricoveri ospedalieri sia di mortalità.

Chiediamo pertanto urgenti azioni di informazione e di protezione della popolazione che, dal nostro punto di vista, non possono che passare dalla eliminazione del pericolo alla sorgente”. (PeaceLink)

Eleonora Boccuni

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